ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma
ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma

Ten. Luigi FRANCESCHINI

Nacque a Foggia il 30 agosto 1918. Dopo aver frequentato l’Accademia militare di Modena e la Scuola di applicazione, partecipò al secondo conflitto mondiale inquadrato nel 1° reggimento «Granatieri di Sardegna», quale comandante del plotone mitraglieri della 12 compagnia armi d’accompagnamento. Il secondo plotone della stessa compagnia era comandato dal sottotenente Ubaldo Perrone Capano, al quale Franceschini fu legato da una profonda e duratura amicizia. L’impatto con le operazioni di guerra fu molto duro. Il reggimento, infatti, partecipò alle attività antiguerriglia in Slovenia e in Croazia che impegnarono molto seriamente i granatieri in quelle tormentate regioni nell’inverno del 1942.

In quel contesto di guerra, molto spesso brutale e violenta, seppe sempre operare con umanità e lealtà, assumendosi anche le responsabilità derivanti da tale tipo di atteggiamento definibile, ai giorni nostri, non politicamente corretto.Al rientro in Italia con la divisione Granatieri, finì schierato a Roma nel sistema difensivo approntato per contrastare un eventuale sbarco delle truppe anglo-americane.

IL Ten. Franceschini è il primo da Dx

Gli avvenimenti dell’8 settembre 1943 capovolsero completamente la situazione. I tedeschi, da alleati, diventarono truppe attaccanti e nel loro percorso per l’occupazione di Roma, si trovarono ostacolati, per tre giorni, dal sistema difensivo esistente, presidiato quasi totalmente dai reparti della divisione Granatieri. Durante l’8 Settembre era aggregato all’11^Compagnia  1°Reggimento Granatieri di Sardegna. Schierato al Caposaldo n.7 (Cecchignola) capo-plotone AA (Armi d’accompagnamento) dotato di quattro Breda 37,  qui sostenne i combattimenti del 9 e 10 al caposaldo n.7 per poi ritirarsi nel centro di Roma presso il Colosseo. Qui, appostato il suo plotone tra gli archi del monumento, sostenne gli ultimi scontri con i tedeschi prima della definitiva cessazione dei combattimenti.

Dopo il cessate il fuoco del 10 settembre e lo scioglimento della divisione Granatieri, Franceschini si arruolò nel reggimento di fanteria di Marina San Marco con il quale prese parte alla guerra di liberazione (insieme a Perrone Capano). Decorato sul campo con la croce di guerra al valor militare, prese parte ai fatti d’arme per i quali le bandiere dei reggimenti d’appartenenza sarebbero state decorate, rispettivamente, con medaglia d’argento e medaglia di bronzo al valor militare.

Alla fine del conflitto, rientrò nei ranghi del 1° reggimento Granatieri.Da tenente colonnello, comandò il IV battaglione meccanizzato del 1° Rgt. Granatieri nella sede di Civitavecchia.Promosso Colonnello, raggiunse poi il grado di Generale in pensione.

Appassionato di storia, ebbe modo di scrivere vari elaborati sulle vicende belliche di cui era stato protagonista, in particolare sulla difesa di Roma (50 anni dopo). Si è spento presso l’ospedale militare Celio il 12 gennaio 2015.

IL RICORDO DEL SOTTOSCRITTO.

Mi accingevo nel corso del 2010 a lavorare sulla tesi di Laurea riguardante l’8 Settembre 1943 a Roma (tesi che ha è stata alla base di questo sito) e contattai l’Associazione Granatieri per chiedere se vi fosse ancora in vita qualcuno dei protagonisti di quegli eventi: mi fu risposto il Gen. Franceschini (allora Tenente). Lo incontrai nella sua casa in Roma, idealmente posta a metà strada tra le due caserme moderne della Granatieri, il Forte Pietralata e il Forte Tiburtino, che aveva 92 anni; contro ogni aspettativa lo trovai lucidissimo e potemmo parlare per quasi due ore.

Mi raccontò dei combattimenti al caposaldo n.7 in cui, dopo tanti anni, ancora ricordava l’eroico comportamento del Granatiere Palmiro Gerevini, morto in combattimento che inutilmente aveva proposto per una medaglia d’oro. Ancora si crucciava che del Gerevini non fosse poi mai ritrovato il corpo. Parlammo dell’altra sua richiesta di commutare le medaglie d’Argento e di Bronzo conferite al 1° e al 2° Reggimento, con una d’oro. Anche qui mi confessò che i suoi sforzi erano stati vani e di ciò ancora si dispiaceva. Mi mostrò un video in cui partecipava ad una trasmissione televisiva RAI, certamente per lui un bel ricordo.

Al termine del nostro incontro mi donò la pubblicazione da lui curata sull’8 Settembre “50 anni dopo”, fonte di interessantissime notizie.

Sulla copertina mi fece una dedica “ Al …con la speranza che possa trovare ciò che cerca”. Custodisco ancora il libro con grande affetto.

Eventi

Mostra "Vite di IMI".

E' aperta la mostra "Vite di IMI - Internati Militari Italiani". Si tratta di un'esposizione storico-didattica tesa ad illustrare la vita degli oltre 600mila militari italiani deportati e internati nei lager tedeschi e della loro “Resistenza senza armi”.

Tutte le info sul sito: http://www.anrp.it/mostra/01mostra.html

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