ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma
ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma

Situazione nella zona Nord di Roma.

ZONA NORD – MONTEROTONDO

Forte dell’elevato numero di prigionieri nelle sue mani e, soprattutto, avendo esaurito la missione (e molto probabilmente le munizioni), il maggiore Gericke propose un accordo di cessate il fuoco, che, dopo lunghe trattative, venne siglato la mattina del  giorno 10. L’accordo prevedeva la cessazione immediata dei combattimenti dentro ed intorno Monterotondo; la garanzia di sicurezza per tutti i paracadutisti; la reciproca restituzione dei prigionieri, dei feriti, delle armi ed equipaggiamenti, la sepoltura dei caduti; il libero transito verso Nord per il Kampfgruppe Gericke, che doveva essere garantito a tutti i posti di blocco. I paracadutisti tedeschi stavano già facendo armi e bagagli, quando all’improvviso il Battaglione del 57° Reggimento di Fanteria della Piave, che si era acquartierato allo scalo di Monterotondo proveniente da Ponte del Grillo, sferrò un inaspettato violento attacco. Si scatenò il caos. Sopraffatte le sentinelle, i prigionieri italiani tentarono la fuga; i tedeschi piazzarono le mitragliatrici e cominciarono a sparare. Sarebbe stata una carneficina se un capitano italiano non avesse afferrato un drappo bianco e correndo verso i commilitoni che attaccavano non fosse riuscito a fermarli gridando: “Fermi, fermi, c’è la tregua! Fermi che fanno una strage!”. L’attacco venne fermato, ma i numerosi morti e feriti da entrambi le parti avevano creato un solco assai profondo, e i rapporti erano rimasti raggelati anche dopo il placarsi della tensione ed il ritorno alla calma. Venne stilato un nuovo accordo e la cittadina venne riconsegnata alla guarnigione italiana, con i seguenti termini: alle ore 17 del 10, il K.G. Gericke, liberava i prigionieri italiani e riconsegnava la città alle truppe italiane. In cambio poteva rientrare, al completo delle armi e dell’equipaggiamento, in Roma. Le truppe germaniche sfilavano in parata lungo il viale del paese, in direzione di Mentana dove era ad attenderli, fuori dell’abitato una colonna di autocarri giunta dal comando di Frascati, che li prese a bordo e li condusse a Roma in una caserma di via Legnano.

ZONA NORD-FLAMINIA

Nel tardo pomeriggio del 9 tre battaglioni della Div.Re avevano preso il posto dell’Ariete II e della Piave, rinforzati da pezzi d’artiglieria e, a tarda sera, da 18 semoventi da 75/18 della Sassari. Nulla accade, in quanto la 3^Panzergranadieren sostava sulle sue posizioni senza avanzare, forse provata duramente dagli scontri con l’Ariete della mattina, forse in carenza di carburante. Alle ore 10:30 del 10, cioè mezz’ora dopo la scadenza della tregua d’armi, parlamentari tedeschi si presentarono al caposaldo della Giustiniana (Div. Re)  domandando il passaggio per una colonna della 3^Panzergrenadieren, cosa che viene negata. Le truppe vengono messe in allarme per il presumibile attacco tedesco che però non si verifica.

Paracadutisti con semovente Marder durante la campagna d'Italia.

Eventi

Mostra "Vite di IMI".

E' aperta la mostra "Vite di IMI - Internati Militari Italiani". Si tratta di un'esposizione storico-didattica tesa ad illustrare la vita degli oltre 600mila militari italiani deportati e internati nei lager tedeschi e della loro “Resistenza senza armi”.

Tutte le info sul sito: http://www.anrp.it/mostra/01mostra.html

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