ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma
ROMA 8 SETTEMBRE 1943: La battaglia per Roma

La battaglia ai caposaldi n. 6 e 7.

Lo schieramento della Div. Granatieri in 13 caposaldi lungo le vie consolari. Tratto da Fransceschini, 50 anni dopo.

La Div. Granatieri era schierata in 13 caposaldi su un fronte di 28 km intorno a Roma, avrebbe dovuto realizzare una sorta di “miracolo” bellico, dovendo proteggere con due soli reggimenti di fanteria un fronte così esteso. Da notare, inoltre, la natura dei cosidetti “caposaldi”: un caposaldo, per essere definito tale, deve essere una posizione munita (apprestamenti protetti, trincee, posti d’osservazione, reticolati, ostacoli anticarro, campi minati). Nessuno di questi apprestamenti era presente nei caposaldi della Granatieri (nemmeno i reticolati) e gli stessi erano posizionati in modo tale che, data la distanza tra l’uno e l’altro, era possibile un’azione di infiltrazione negli spazi vuoti da parte nemica.

CAPOSALDO N.6 – ACQUACETOSA.

Verso le 22.30, quando l’azione al Caposaldo n.5 è già iniziata,  si presentano al caposaldo n.6 due Ufficiali tedeschi, chiedendo di parlamentare. La tattica è quella già sperimentata al Caposaldo n.5 e in altre postazioni italiane: i parlamentari chiedono libero passaggio “per defluire a Nord” nel mentre le truppe germaniche silenziosamente prendono posizione e, all’improvviso, assaltano le postazioni italiane. Stavolta il trucco non riesce, il Comandante del caposaldo si accorge del movimento e fa aprire subito il fuoco, catturando i due sleali parlamentati. La lotta si protrae tutta la notte ma i tedeschi non  riescono ad infiltrarsi nel caposaldo. Alle 05:30 della notte del 9 i tedeschi spingono verso le postazioni italiane un gruppo di 400 uomini del Centro Chimico, fatti precedentemente prigionieri, e intimano la resa, minacciando di trucidare tutti i prigionieri. Il Comandante del caposaldo, Cap. Pandolfo, risponde che i Granatieri non conoscono la parola “resa”. I tedeschi non insistono e non proseguono l’attacco, continuando, però, a tenere sotto pressione il caposaldo con colpi di mortaio.

CAPOSALDO N.7 – VIA DI TOR PAGNOTTA-CECCHIGNOLA.

Verso la mezzanotte il caposaldo viene attaccato con violenta preparazione di fuoco, dai paracadutisti tedeschi e rimane sotto pressione fino all’alba; nonostante le perdite subite le posizioni italiane non cedono e i combattimenti scemano alle prime luci del 9.

Intendimento operativo germanico, tratto da Franceschini, 50 anni dopo.

I

INTENDIMENTO OPERATIVO GERMANICO

L’intendimento operativo dei tedeschi in questo settore è esposto chiaramente dal Franceschini: gravitare nel settore sud, effettuando la spinta principale sulla direttrice Ostiense (caposaldo n.5), attaccando nel contempo i caposaldi 6 e 7, ad esso adiacenti con lo scopo far cadere questi ultimi e prendere alle spalle l’obiettivo principale, il caposaldo n.5. Questa manovra ebbe solo parziale successo, riuscendo nella conquista del caposaldo n.5 ma fallì completamente al 6 e 7.

 

Eventi

Mostra "Vite di IMI".

E' aperta la mostra "Vite di IMI - Internati Militari Italiani". Si tratta di un'esposizione storico-didattica tesa ad illustrare la vita degli oltre 600mila militari italiani deportati e internati nei lager tedeschi e della loro “Resistenza senza armi”.

Tutte le info sul sito: http://www.anrp.it/mostra/01mostra.html

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